Chi
cercasse in elementi luminosi e appariscenti la soluzione dell’enigma
sarebbe a metà ingannato.
Il
gigantesco castagno è in realtà il riparo da sguardi affrettati, e
insieme l’obelisco eretto nella piana dei ricordi.
Dietro
l’imponente figura, che sembra lentamente decadere verso il regno
minerale, il mondo vivente è popolato di ombre. E’ proprio in queste
ultime, nel loro movimento che il contrasto trova la sua soluzione.
Il
castagno impone all’osservatore distratto l’arresto nel regno
dell’inorganico, laddove la sfinge di pietra del ricordo cattura
l’intero orizzonte.
Esso
invita invece quello attento alla vita senza fine del bosco, che nasce
proprio qui, nella sua linea d’ombra.
Federico
Bonriposi